Gli eserciti sono schierati. Il campo di battaglia? Ancora una volta il corpo dei malati

Aggiornamento: 20 ott 2021

Il Vaticano si prepara per la battaglia campale sull’eutanasia legale, i corazzieri spolverano già il concordato

Venerdì 08 ottobre. Sono trascorsi tre mesi da quando è iniziata la campagna referendaria “Eutanasia Legale” ed il risultato non si è lasciato attendere: 1.240.000 sottoscrizioni raccolte. Ma nell’incredulità della società civile e la distensione dei promotori, un mormorio inganna l’atmosfera di quiete creatasi. Il Vaticano è in subbuglio. Tattiche e strategie. Jorge intanto lustra il fucile con serenità meditabonda, preparandosi alla battaglia mediatica che di lì a qualche mese lo vedrà protagonista. Lo sguardo rasserenato e disteso non tradisce alcun timore di sconfitta, solo l’inamovibile volontà di imporre con placida chiarezza gli ideali del suo partito. Passa a rassegna le fila del suo esercito, cercando di riesumare antichi cavalleggeri nostalgici delle vecchie scomuniche, fidi combattenti scudocrociati e amabili fanatici del credo, pronti a sostenere fideisticamente ogni parola che proferirà dalle sue labbra. Ci sono tutti. L’esercito pare compatto, un po’ acciaccato ma tutto sommato compatto. Il primo a partire è Vincenzo Paglia (Pontificia Accademia per la Vita ndr). Si dice spaventato, anzi “inquietato”, per la “scarsa considerazione dei valori cristiani in una società laica”, un capolavoro di perspicacia il gregario. Inoltre, prova ad addentrarsi maldestramente in un concione a trazione filosofica, spruzzandoci qua e là un pizzico di bioetica. Spuntano così, come funghi in piena stagione autunnale, parole come “nuovo nichilismo”, “rispetto della sofferenza” e “valore della vita”, un realistico esempio di improntitudine retorica e confusione dottrinale. Li specchi sono oramai scivolosi per Paglia. Dunque, decide di riparare sul “dovere medico” di “assistenza del malato”, non facendo segreto con la stampa della sua caratura da promettente “Nuovo Veronesi”, ahimè ancora ignorata alla totalità della letteratura scientifica. Il silenzio calcolato. Un fiume carsico che riemerge dopo mesi di inappuntabile letargo. Un letargo strumentale e politicamente subdolo, frutto del timore che attaccando il nemico troppo presto si finisse per fargli un’ottima pubblicità. Naufragato il golpe oscurantista, si corre ai ripari anche nel mondo laico, o non dichiaratamente cattolico. Così, subito dopo il raggiungimento delle 500.000 firme, vengono lanciati una sequela di annunci a televisioni ed edicole unificate. “Raggiunte le firme per il referendum di Cappato”, “Si va al voto!”, “Eutanasia: la politica ha fallito”, titoli tanto forti quanto tardivi. Cotanta attenzione non poteva non destare l’animo sopito dei sergenti cattolici. Riapparsi dal buio di una quercia in una notte piovosa, emulando la storica interpretazione di Stallone in Rambo II. Il bulldog al guinzaglio. Ruini è già pronto, sa già come partire: Chiese chiuse a tutti i sottoscrittori (come con Welby nel 2003 ndr). È pronto a mobilitare le più alte cariche ecclesiastiche (e celesti se servirà), pur di non far raggiungere il quorum alla squadra di Cappato. Ma Jorge lo frena subito. Con calma imperturbabile gli ordina l’attesa. Deciso a snocciolare nei tempi adeguati le giuste accuse, senza scoprire subito tutte le carte. “Il nemico è forte. Hanno dalla loro parte la popolazione, bisogna esser cauti”, lo ammonisce con un paternalistico rimprovero. La trama si infittisce. L’azione deve essere immediata, ma lui (Jorge) non ne vuol sapere e intima al suo fido destriero (Ruini) il silenzio. Lui obbedisce con qualche guaito. Nel frattempo qualche gregario ricomincia a spolverare nuovamente il Concordato craxiano, da poco riesumato su un'altra “battaglia etica” contraria ai valori “cattolici”: la difesa delle vittime di discriminazioni di genere. La verità sul referendum. In tutto questo marasma pare assumere sempre meno rilevanza il tema principale: il diritto del malato all’autodeterminazione. Tra le tante diffamanti storture che alcuni giornali scudocrociati hanno propinato ai loro lettori (Avvenire in primis ndr), nessuna coglie nel segno la proposta referendaria. Urge quindi spiegare cosa accadrà se il referendum dovesse essere approvato. L’eutanasia sarà legale solo per i pazienti maggiorenni e capaci di intendere e volere affetti da patologie terminali, prognosi infauste inferiori ai diciotto mesi o afflitti da sofferenze insopportabili che impediscano il normale svolgimento della vita. Le persone affette da incapacità civile e minorenni non potranno avervi accesso. Scandalo degli scandali: non sarà una liberalizzazione dell’eutanasia (come asseriva Ruini ndr). Inoltre, i dati statistici olandesi (dove l’eutanasia è legale dal 2002 ndr) dimostrano che accedono prevalentemente all’eutanasia persone di media età, di nazionalità olandese a circa due o tre settimane dalla morte naturale prevista. Sconcezza delle sconcezze: non è un metodo per far morire la gente anziana, perché non più produttiva (come alludeva Vincenzo Paglia ndr) e non sarà una nuova eugenetica. Il Re dunque è nudo, ma forse alcuni continuano a volerlo vedere vestito. Inquietudine. Jorge finisce di lucidare il fucile e con sguardo serrato si dirige al balcone di Piazza San Pietro. È il momento della chiamata alle armi. I sudditi sono lì che lo attendono. Intanto, sergenti e gregari si schierano in fila zelanti. Uno sguardo fiero si intravede nei loro occhi. La Piazza è assorta in silenzio religioso. Vincenzo Paglia è lì, con un sorriso sornione. Si percepisce una grave inquietudine. L’inquietudine di malati impotenti, bloccati nei loro letti. Sofferenti. A cui i “soldati di Dio” potrebbero portar via il diritto a decidere per la propria vita.


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