I nostri sensi e la percezione della realtà

Ero ragazzo, a scuola, tra le altre, si insegnava una materia: "applicazioni tecniche"; lo scopo della materia era quello di educare quei meravigliosi strumenti, rappresentati dalle nostre mani, a realizzare oggetti utili o semplicemente graziosi, affinando tecnica e fantasia. Decisi di costruire come "compito a casa " una casetta- ricovero per passeri e utilizzando traforo, raspa e carta vetrata preparai tutti i pezzi. Per comporla, mi venne in mente di chiedere al falegname, il cui laboratorio distava pochi metri da casa, se fosse stato tanto gentile da farmi usare un paio dei suoi morsetti e la sua magica colla, per rendere più robusta e duratura la mia casetta. Ottenuto il suo consenso, mi misi subito all'opera e, mentre ognuno di noi stava realizzando ciò che aveva progettato, si conversava su argomenti abbastanza generici e convenzionali: scuola, lavoro, sport, esperienze personali. Ad un certo punto della conversazione, quel signore che vedevo praticamente tutti i giorni di cui, però, conoscevo solo il nome di battesimo, mi raccontò che, finite le classi della scuola elementare, aveva cominciato a lavorare nella falegnameria, che all'epoca conduceva suo padre e da allora non solo aveva svolto unicamente quella attività, ma che a causa di quella, non era mai stato in un’altra città, non aveva mai fatto un viaggio, una gita. Un assoluto sedentario. Ma è proprio così? O come spesso accade, i nostri sensi ci danno solo una percezione parziale della realtà? È indubbio che se siamo seduti in casa o in qualsiasi altro luogo, siamo "fermi", ma questo è vero relativamente al sistema di riferimento rappresentato dalla superficie della Terra, dove tutti noi e tutte le cose intorno a noi poggiano.

Sta di fatto che è proprio il sistema di riferimento in movimento: vediamo quindi, in che misura veniamo trascinati in questo fantastico viaggio. Il nostro pianeta ruota su sé stesso alla velocità di 1668 k/h all'equatore. Basta moltiplicare questo valore per il coseno della latitudine su cui giace l’Italia, 41°59'30", per ottenere la velocità che ci riguarda: 1240 k/h, il che significa che percorriamo 14 milioni di km all' anno. Ma non ci limitiamo a questo. Giriamo attorno alla nostra stella: il Sole, alla velocità di 107.000 (centosettemila) k/h, percorrendo in un solo giorno 2.568.000 (duemilionicinquecentosessantottomila) km e coprendo una distanza di 940.000.000 (novecentoquarantamilioni) km in un anno. A sua volta il nostro Sole ruota attorno al centro galattico, da cui dista 27.000 anni luce (270.000000.000000000 cioè: duecentosettantamilioni di miliardi) di km, portando a passeggio tutto il sistema che prende il suo nome e compiendo una rivoluzione completa in un tempo che varia da 225 a 250 anni. In questo caso si deve aggiungere alla propria velocità inerziale, quella di rotazione della galassia stessa. La velocità risultante è di 800.000 (ottocentomila) k/h, coprendo in un giorno un percorso di 19.200.000 (diciannovemilioniduecentomila) km, il che significa che in un anno vengono coperti 7.008.000.000 (settemiliardieottomilioni) km.

È stupefacente pensare come in quel breve lasso di tempo, trascorso a lavorare e conversare stando "fermi "nel laboratorio, io e il falegname, avevamo compiuto, inconsapevolmente, un viaggio di portata interplanetaria.


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