IL BORSCELLUM


La storia della nascita di un Garante senza garanzie: ancora una volta la mancanza di dialogo e di tolleranza pregiudica i diritti dei più deboli.






SOMMARIO: Un incontro programmato – Tre giorni ed una grande riforma da fare – Tre obbiettivi fondamentali – L’emendatore compulsivo – Emendamenti e proposte: come è stato snaturato il regolamento – L’incontro con l’Amministrazione – Un’ultima opportunità



Un incontro programmato

Il ticchettio degli orologi incalza freneticamente le ore trasformandole in giorni, consumando così gli ultimi attimi di un anno malandato. È il 29 dicembre. Siamo nel Comune di Monteparano e attendiamo che i rappresentanti della lista “Impegno e Innovazione” – nonché componenti dell’attuale maggioranza amministrativa – ci raggiungano nella sala consiliare per un incontro programmato in seguito ad un impegno assunto dalla sindaca Avv.ssa Maristella Carabotto e dal consigliere Alex Borsci. L’argomento all’ordine del giorno è uno, ma pregnante: gli emendamenti presentati dal consigliere Alex Borsci al regolamento istitutivo del Garante dei disabili proposto dall’associazione ALT.

Intanto, dal piano superiore un vociare s’interrompe al principio delle scale, lasciando spazio a passi brevi e inquieti: la sindaca ed alcuni consiglieri si avvicinano con sorriso sornione per riceverci.

Prima di raccontare al lettore passo dopo passo ciò che è avvenuto durante l’incontro, risulta essere necessario fornire una breve sintesi degli eventi che negli ultimi mesi hanno caratterizzato la vita politica monteparanase in riferimento ai diritti delle persone con disabilità. Di guisa che se taluni iniziassero a leggere solo ora, ben potrebbero comprendere la portata dell’evento avendo un chiaro quadro della vicende che si sono succedute.


Tre giorni e una grande riforma da fare

Circa un mese fa (precisamente il 29 novembre), l’associazione ALT, con l’ausilio dell’assessore del Comune di Francavilla Fontana (BR) Sergio Tatarano, ha sviluppato un regolamento che potesse permettere l’istituzione di un organo popolare garante delle persone con disabilità.

Il regolamento è stato proposto in un’assemblea pubblica (agorà) e successivamente approvato. L’associazione proponente, al fine di incrementare la conoscenza della società sull’argomento, di valorizzare la necessarietà della proposta e di indurre il Consiglio comunale di Monteparano ad una attenta analisi, ha dato inizio ad una raccolta firme per una petizione popolare (iniziata il giorno 01 dicembre). In poco meno di 72 ore sono state raccolte 327 firme, permettendo così di consegnare la petizione il giorno 03 dicembre (Giornata internazionale delle persone con disabilità) – un deposito che assume quindi una valenza simbolica di portata molto più vasta, racchiudendo in sé un urlo che esorbita dai confini comunali, regionali e nazionali divenendo così una rivendicazione universale.



Tre obbiettivi fondamentali

Il regolamento, mutuato dal Comune di Francavilla (Comune in cui è già in vigore), aveva come principale obbiettivo l’elezione dell’organo da parte della popolazione, in modo che il momento dell’investitura potesse essere il risultato di un coscienzioso processo di analisi e di valutazione popolare – considerando che un organo rappresentativo deve essere espressione della volontà delle persone rappresentate.

Inoltre, era necessario riconoscere al Garante una marcata autonomia dall’amministrazione: disponendo una durata del mandato di tre anni, limitando la possibilità di revoca disposta dal Sindaco ai soli casi in cui il Garante non avesse adempiuto agli obblighi tutela previsti dal regolamento; di modo che, in caso di irregolarità compiute dal Comune, il Garante potesse intervenire puntualmente senza aver timore di subire la revoca del mandato.

Infine, risultava necessario garantire i criteri di economicità (di minor spesa) per il Comune: determinando la carica come gratuita e prevedendo uno stringente elenco di requisiti per l’elezione, scongiurando la possibilità che potessero aver luogo eventuali corsi di formazione a carico della popolazione.


L’emendatore compulsivo

Dodici giorni dopo il deposito delle firme (esattamente il 15 dicembre) è convocato un Consiglio comunale: negli ordini del giorno c’è anche l’eventuale approvazione del regolamento istitutivo del Garante dei disabili. I consiglieri prendono posto silenziosi e rilassati. I presenti sono otto, gli assenti giustificati due (Pappadà e Orlando).

La seduta inizia.

La discussione si concentra sui primi punti e l’alternarsi delle voci, gli interventi e le relazioni si fondono in un unico grande suono, conducendo alle prime votazioni. Dopo aver votato gli altri ordini del giorno si passa all’argomento che più di tutti cattura la nostra attenzione in questo momento: i diritti delle persone con disabilità. Elisa Santovito, presidente dell’associazione ALT, interviene in veste di relatrice esterna spiegando le motivazioni alla base della proposta, snocciolando le principali cause che inducono all’acuirsi delle problematiche che affliggono i disabili e delineando quali possano essere le rispettive soluzioni (non a caso, prima fra tutte è l’istituzione di un organo garante).

Un rilassato consigliere Alex Borsci ascolta disciplinato l’intervento della relatrice, affilando sotto il tavolo lo stiletto con cui, di lì a poco, condurrà il suo intervento. Al termine del discorso, cogliendo di sorpresa tutti, il consigliere interviene proponendo nove emendamenti (modifiche) al regolamento presentato.

Da questo momento in poi ha inizio un’odissea giuridica, in cui un emendatore compulsivo (il consigliere Alex Borsci) presenta correzioni, modifiche e rivisitazioni in piena discordanza con l’animus dei proponenti e con la volontà espressa dai cittadini monteparanesi con la sottoscrizione della petizione popolare – con il losco fine di manipolare l’organo del Garante ed asservirlo al volere della maggioranza.

Per comprendere nel dettaglio le modifiche apportate sollecitiamo il lettore a porre la sua attenzione sul paragrafo successivo.


Emendamenti e proposte: come è stato snaturato il regolamento

Di seguito forniamo in una tabella alcuni degli emendamenti presentati dal consigliere Alex Borsci, comparandoli con le rispettive proposte iniziali fornite dall’associazione ALT; riservandoci di fornire alcune note di seguito, che avranno il merito di facilitare la comprensione delle modifiche apportate.






1° emendamento: La maggioranza assoluta equivale al 50% + 1. Il Consiglio comunale di Monteparano è composto da 11 seggi: 8 assegnati alla maggioranza e 3 alla minoranza. Per eleggere il Garante sarebbero sufficienti 6 dei 8 voti della maggioranza, così l’elezione si trasforma in una vera e propria nomina.

2° emendamento: Il Garante otterrà un rimborso delle spese effettuate dal Comune, il controllo delle somme erogate a titolo di spesa è riservato esclusivamente al sindaco ed al segretario comunale. La partecipazione del Garante ad eventuali corsi di formazione è stabilita dal sindaco.

3° emendamento: Qualora il Consiglio comunale dovesse essere sciolto, il Garante decadrebbe dal suo incarico.

4°emendamento: Il Garante è un organo autonomo dall’istituzione comunale, non possono quindi esserci i presupposti per cui ci sia un danneggiamento dell’immagine dell’istituzione: ogni azione da lui compiuta è esercitata in rappresentanza degli interessi del disabile e non del Comune. Secondo il regolamento (così come modificato) il danneggiamento viene accertato dal sindaco senza che vi sia alcuna sentenza definitiva, come invece è previsto dalle leggi vigenti e dalla nostra Costituzione; un raro caso in cui il sindaco si sostituisce al giudice ordinario. Quindi, il Garante può essere revocato in ogni momento, senza alcuna votazione.

5° emendamento: L’interpretazione del regolamento, così come modificato, risulta essere ambigua: la selezione e la nomina non sono sinonimi di elezione, pertanto parrebbe essere dubbioso il procedimento successivo ad un ipotetico caso di dimissioni o di revoca.


L’incontro con l’amministrazione

Si ritorna dunque all’inizio di questo articolo, alla mattina del 29 dicembre 2021, quando una delegazione dell’associazione ALT è stata ricevuta da tre rappresentanti della compagine di maggioranza del consiglio comunale di Monteparano, per un consulto sui punti critici sopraelencati del regolamento modificato, al fine di chiarirne alcuni aspetti oscuri e chiedere conto di quegli elementi che, lungi dall’essere semplici modifiche a margine, confliggono in realtà con i principi ispiratori della figura del garante.

L’incontro, durato pressoché due ore, ha affrontato i temi principali sopracitati; a rispondere alle domande della nostra delegazione, insieme alla sindaca Avv.ssa Maristella Carabotto, sono intervenuti i consiglieri di maggioranza Angelo Renna e Antonio Zappatore. Grande assente è stato purtroppo l’autore (o promotore) delle modifiche attuate al regolamento proposto dalla nostra associazione, il consigliere Alex Borsci, il quale avrebbe forse potuto meglio di altri dirimere l’oggetto del contendere spiegando chiaramente i principi ispiratori degli emendamenti da lui proposti.

Circa la decisione di sostituire l’elezione popolare del garante con una nomina diretta da parte della maggioranza del consiglio comunale, pare che esistano delle ragioni di carattere economico ad aver guidato la scelta. Non ci è chiaro quale aggravio possa una giornata di votazioni rappresentare per le casse del comune, tuttavia, il fatto che sia previsto un rimborso spese per eventuali corsi di aggiornamento renderebbe, almeno in linea di principio, questo discorso meno valido. Altro elemento critico secondo l’Amministrazione è il rischio di scarsa partecipazione popolare alla votazione: tralasciando l’ampia partecipazione popolare osservata durante la raccolta delle firme, presumiamo che gli interessati dal garante abbiano tutto l’interesse a votare chi ritengono sia più idoneo a rappresentarli, pertanto riteniamo l’argomentazione fallace. A ciò si aggiunge il dubbio, sollevato da un consigliere, che il metodo di votazione diretta risulti di dubbia validità e possa essere manipolato; forse il consigliere dimentica che anche l’attuale amministrazione è stata eletta tramite questo metodo e rifiutiamo l’idea che l’ultima votazione sia stata viziata da brogli. Una criticità che sentiamo di poter in parte accogliere è la difficoltà a gestire le procedure di votazione in presenza vista l’emergenza Covid-19 in corso: ciò certamente sottolinea l’importanza del dotarsi di strumenti e piattaforme di partecipazione popolare via web.

La decisione di vincolare la durata dell’incarico del garante alla durata del mandato dell’amministrazione pare inoltre discendere dalla volontà di non legare altre (future) amministrazioni ad un eventuale elemento non gradito (perché scelto dalla precedente amministrazione) nel ruolo di garante: pur apprezzando la premura, riteniamo che il garante debba per forza di cose rappresentare una figura super partes rispetto all’amministrazione, ben oltre il gradimento politico e personale.

Il consigliere Angelo Renna ha infine, al termine del confronto, garantito che non sarà possibile rimuovere il garante dalla sua posizione in assenza di una sentenza del tribunale che possa motivare la decisione – un’interpretazione differente era stata fornita dai consiglieri di maggioranza appena un’ora prima durante lo stesso incontro, sottolineando come il garante potesse essere rimosso in assenza di una sentenza giudiziaria ma, qualora egli volesse essere reintegrato nel suo ruolo, avrebbe avuto tempo 60 giorni per fare ricorso al TAR. Qui si evidenzia l’importanza degli spiragli che alcune lacune nella stesura del documento lasciano aperti: quali atti davvero consentono di sollevare il garante dalle sue mansioni? Potrebbe questa misura rappresentare un elemento di conflitto tra l’operato dell’amministrazione e l’operato del garante?

L’incontro si chiude con un’apertura da parte della delegazione dell’amministrazione alla discussione di alcune eventuali modifiche che, formulate dall’associazione ALT, dovranno essere proposte dalla compagine di minoranza per essere votate in sede di consiglio comunale. Oltre una dimostrazione di disponibilità, nulla è stato garantito e, di fatto, non si è raggiunta alcuna sintesi al termine dell’incontro, né godiamo di alcuna nuova garanzia (o chiara interpretazione degli articoli dubbi) di cui portare il lettore a conoscenza.

Apprezzando infatti l’intento di intavolare un dialogo con un’associazione attiva sul territorio (anche alla luce dei numerosi inviti dell’associazione ALT alla partecipazione alle agorà pubbliche rivolti alla cittadinanza tutta e anche alla compagine amministrativa – è la prima volta che l’amministrazione risponde al nostro invito al dialogo), non possiamo fare a meno di chiederci a cosa sia valsa una consultazione popolare (cui l’amministrazione non ha partecipato) con relativa raccolta firme per poi veder stravolgere, in sede consiliare, tutto l’operato svolto e non potendo, effettivamente, chiarire fino in fondo le ragioni per cui gli emendamenti promulgati si sono resi necessari.


Un’ultima opportunità

Le modifiche apportate ad opera dell’emendatore compulsivo non sono altro che la palese dimostrazione della volontà di utilizzare l’organo per soddisfare i propri interessi politici, scongiurando che – a seguito di una sua garantita autonomia – questi possa rivolgersi all’Amministrazione comunale per il mancato adempimento degli obblighi previsti dalle leggi vigenti a tutela delle persone con disabilità (es. attuazione dei piani di eliminazione delle barriere architettoniche, omissione negli atti d’ufficio richiesti ecc.).

Avere la possibilità di gestire un organo che entri a contatto con gran parte della popolazione ogni giorno, occupandosi delle tematiche più disparate (e soprattutto più delicate) è un occasione ghiotta per alcuni politicanti avidi di voti. Come avrebbero potuto lasciarsela sfuggire?!

Inoltre, questo strumento (se in mani sbagliate) potrebbe facilmente prestarsi alla formulazione delle fatidiche promesse elettorali in vista di possibili amministrative (la nomina a capo dell’organo con eventuale rimborso spese rischierebbe di essere fortemente strumentalizzata). Siamo sicuri che la modifica del regolamento abbia garantito gli interessi dei disabili?

Ciò determina come il regolamento istitutivo del Garante dei disabili si sia trasformato in un regolamento-truffa (ribattezzato dai critici “Borscellum”), privo di qualsiasi garanzia in merito all’autonomia dell’organo e palesemente imbrigliato dalla volontà dell’Amministrazione.

Intanto, all’interno della compagine di maggioranza più di qualcuno inizia a serbare malcontento. Fonti interne affermano che alcuni consiglieri neoeletti si sentirebbero danneggiati dall’inopportuno comportamento del consigliere Alex Borsci assunto nell’ultimo Consiglio comunale.

Proponiamo di seguito al lettore uno stralcio di dialogo avvenuto alcuni giorni dopo il Consiglio comunale fra tre consiglieri comunali, le cui generalità preferiamo non rivelare.

- “Ormai si è capito: intende candidarsi come sindaco per le prossime amministrative. È per questo che cerca sempre di apparire pubblicamente e di primeggiare.”, afferma rassegnato un consigliere di maggioranza.

- “Va bene, ma non ho capito perché deve farlo proprio su questi argomenti così delicati, alcuni emendamenti poteva risparmiarseli. Posso capire anche la propaganda, ma non sui disabili”, commenta prontamente un altro.

- “Chissà cosa avrebbe da dire [omissis]? Se ha vinto è grazie a lui: 50 di quei 70 voti sono il risultato dell’accordo che hanno fatto. Non credo sarà contento di questi colpi di testa!”, incalza sommessamente il terzo.

L’intransigenza dell’Amministrazione e le sue mire egemoniche, dirette a manipolare e gestire ogni organo a disposizione assumono i connotati di una deriva assolutista, deleteria e spaventosa. Riteniamo, perciò, che ancora una volta gli strumenti opportuni per contrastarla siano la democrazia diretta, l’appello alla coscienza popolare, la richiesta di forza e ragionevolezza nel dialogo nelle piazze fino al raggiungimento della trasformazione nonviolenta della compagine politica.

È per questo, che iniziamo una nuova petizione popolare, in difesa dell’autonomia del Garante delle persone con disabilità e in difesa delle 327 persone che – come noi – ci hanno creduto davvero in questo progetto.

È per questo, che chiediamo a tutti i monteparanesi che abbiano a cuore l’equilibrio democratico del sistema di gestione del paese di intervenire e sottoscrivere la nostra petizione.

La firma di ognuno può cambiare le cose.

Le penne ferventi suonano all’unisono:

- “Giù le mani dal Garante dei disabili!”.



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