IL DELEGATO ALLA DISSOCIAZIONE

SOMMARIO: Un posto importante – Polso duro con i dissidenti – Un incontro importante – Invece sì. Lo hanno fatto davvero! – Natale con i tuoi… - Una piccola analisi personale – Un appello accorato a tutta la popolazione




Un posto importante

È passato poco più di un mese dall’insediamento della nuova amministrazione comunale, e se è troppo presto per tirare delle somme, è sicuramente possibile individuare la linea d’indirizzo politico che pare assumere questa lieta parentesi amministrativa.

Il primo atto dell’amministrazione targata Maristella Carabotto è stato la deliberazione delle rispettive deleghe di competenza; tra cui figura la delega ai “Rapporti con le associazioni presenti sul territorio” al consigliere Alex Borsci – una delega di rilevante importanza, data l’inconfutabile presenza sul territorio monteparanese di una fervente cultura associazionistica e la rilevanza che il dettato costituzionale riserva alla “società intermedia”. Basterebbe una prima lettura della storia repubblicana del nostro Paese per comprendere l’importanza e la necessità di un movimento associazionistico puro e libero, autonomo ed emancipato; indispensabile per rafforzare il rapporto tra gli enti locali (tra cui figura anche il Comune) ed il cittadino ed a garantire il pluralismo delle idee ed il solidarismo sociale.

Aspetti di particolare importanza, che ci serviranno per rendere un omaggio alla verità, oltre che un servizio al lettore, analizzando nello specifico le prime movenze politiche che il delegato Borsci inizia ad assumere.


Polso duro con i dissidenti

Il primo atto compiuto dal consigliere Borsci è stata la convocazione dei rappresentanti delle associazioni. Attività esplorativa necessaria, per certi versi, a conoscere le attività in programma, le esigenze delle realtà associative, nonché funzionale a programmare taluni eventi in concorso con il Comune di Monteparano (ed è proprio qui che torneremo, perciò tenete ben a mente questo particolare).

Nel corso dell’esplorazione, però, è balzato agli occhi della cronaca – grazie alle segnalazioni dell’associazione ALT – un dubbioso contratto, stipulato mediante assegnazione diretta dal Comune di Monteparano ed una società a responsabilità limitata di Castellaneta: scoppia il c.d. caso Serphin srl (per gli approfondimenti rimandiamo all’articolo precedente). Un caso che ha dell’assurdo, soprattutto dopo l’accertamento dell’assunzione di un familiare di un consigliere di maggioranza nelle file dei dipendenti della società beneficiaria dell’assegnazione (Serphin srl).

Tutto questo, oltre ad aver sollevato un motivato scalpore nella popolazione, ha di certo indispettito l’amministrazione Carabotto; la cui risposta non è tardata ad arrivare.

Su diretto mandato del responsabile al bilancio (Angelo Renna) e dell’attuale sindaca (Maristella Carabotto), il consigliere Alex Borsci emana un editto bulgaro via social nei confronti dell’associazione ALT. Sollecitandola a compiere un attivismo differente, non in contrasto con la linea amministrativa ed avendo premura di affermare che “non importa se sia un parente o un concittadino a lavorare” questo a loro non importa, ma è “necessario che l’operatore abbia le adeguate competenze e la professionalità necessaria”. “Poi”, aggiunge compiaciuto il consigliere, “se è un nostro concittadino (o un parente, s’intende!), non può che farci piacere!”. Un atto di esemplare ignoranza istituzionale, ma andiamo avanti.

Dopo un breve ma intenso giro di telefonate, di incontri e di chiacchierate, il consigliere Borsci, accompagnato dal suo gentile segretario (nonché primo dattilografo di un consigliere delegato nella storia di Monteparano), può – con una smorfia grave sul viso ed una certa compiacenza vendicativa – decisamente definire terminata la sua attività esplorativa.

Un’esplorazione però incompleta e parzialissima, tanto che l’associazione ALT è stata costretta a rimanerne esclusa. Un messaggio pericoloso e noncurante dei fondamenti della nostra Costituzione, oltre che lesivo del rapporto che le realtà associative hanno necessità di instaurare con le istituzioni presenti sul territorio. Il messaggio – che ormai il consigliere Alex Borsci ripete ogni giorno come un mantra prima di andare a dormire – pare campeggiare sui muri del Comune come un monito per la squadra amministrativa: “Polso duro con i dissidenti”.


Un incontro molto importante

Ritorniamo però indietro di qualche giorno, perché nella casa comunale si tiene un incontro molto importante, che ha poi generato un interlocuzione durata due giorni. Ad essere convocata alla corte del consigliere è la presidente di un’associazione da sempre presente sul territorio monteparanese: la Proloco.

Notorio ente di promozione turistica, ormai da anni primeggia nelle organizzazioni di eventi, sagre, convegni e gite – una realtà composta da individui di ogni età, che svolge in ogni comune italiano un ruolo d’avanguardia nella lotta per la rivalutazione delle tradizioni e dell’identità culturale della popolazione.

La Proloco di Monteparano, per chi non ne fosse al corrente, aveva stipulato una convenzione quinquennale, nell’anno 2016 e che sarebbe scaduta nel 2021, con il Comune per l’utilizzo del Centro Socio Culturale. Luogo in cui la Proloco aveva istituito la sede legale dell’associazione e svolto la totalità delle riunioni degli iscritti. La sede legale per un’associazione riveste un ruolo fondamentale, perché rappresenta la condizione necessaria per l’esistenza dell’associazione stessa: una Proloco senza una sede, non può esistere.

Il colloquio con il consigliere Borsci ed il suo fido dattilografo si incentra su due temi principali: il rinnovo della convenzione e l’organizzazione di eventi natalizi.

Per quanto riguarda il primo tema, di rilevanza centrale – come già detto – per l’esistenza della Proloco, il consigliere rimanda ad un altro incontro, sottolineando che avrebbe dovuto trattare la questione in un consiglio di maggioranza, ma comunque rassicurando gli interlocutori che appena fosse entrato in possesso della bozza di convenzione l’avrebbe subito inoltrata agli interessati. La presidente della Proloco, in compagnia del tesoriere, incalza subito gli estemporanei temporeggiamenti sottolineando che avrebbero avuto bisogno di una risposta puntuale ed immediata, in prossimità della data di iscrizione al Registro delle Associazioni di Promozione Sociale in data 23/11/2021.

Il consigliere dunque, messo alle strette, non può che tranquillizzare sulla celerità del provvedimento, assumendo un personale impegno di portare a compimento il prima possibile la faccenda.

Passano dunque al secondo tema: gli eventi natalizi.

La presidente fa una proposta, da realizzare entro la seconda metà di novembre (attenti anche a questo particolare, perché rappresenta un punto fondamentale del nostro racconto). La proposta è: organizzare un evento pubblico a tema natalizio, con corrispondente distribuzione degli alimenti caratteristici (es. pettole) e corredato da festose rappresentazioni musicali (ad es. zampognari, orchestre). Il consigliere, restio ad un apertura su questo tema, rimane nel vago. Dicendo che per la data del 21/11/2021 – praticamente oggi – altre associazioni (tenete a mente anche questo dato, perché riveleremo aspetti interessanti) avevano già organizzato altri eventi e che, se non avessero voluto aggregarsi, sarebbe stato preferibile organizzare il tutto nei primi giorni di dicembre.

Terminata la discussione, i rappresentanti della Proloco si dicono soddisfatti e pungolano il consigliere rimarcandogli la sua promessa sul rinnovo della convenzione.

Saluti e convenevoli, il dattilografo redige il verbale e dritti al consiglio di maggioranza.


Invece sì. Lo hanno fatto davvero!

Trascorrono alcuni giorni ma le risposte tardano ad arrivare. La data si avvicina e tra i soci della Proloco inizia ad assieparsi una certa inquietudine.

- “Voci di corridoio affermano che non la rinnoveranno”, esordisce un iscritto preoccupato.

- “Ma no, no, vedrai che la rinnovano, ci ha dato la sua parola”, ribatte subito un’altra.

- “Ragazzi è inutile avventurarsi in teorie campate per aria. La Proloco è un ente fondamentale, è presente quasi in ogni comune italiano, non possono scioglierci. Tranquilli il consigliere lo sa!”, rasserena la presidente.

La tensione nell’aria è palpabile e l’insicurezza di una risposta esaustiva impone agli iscritti di brancolare nel buio. Titubanza e disillusione si mischiano alla paura di vedere tutti gli sforzi di una vita associazionistica divenire vani.

Squilla il telefono della presidente.

Nella sala si dipinge un silenzio impaurito: forse sarà il consigliere, forse è pronta la bozza, oppure chiama per rigettare la proposta?

Tutti si precipitano sul telefono, ma nulla. Non è il consigliere.

L’atmosfera ritorna infausta e l’irrequietezza dei primi momenti lascia spazio alla rassegnazione. Arrivano le 21.00 del giovedì 18 di novembre. I soci abbassano meccanicamente la saracinesca del Centro Socio Culturale, con la consapevolezza che forse non potranno più rialzarla.

Poi arriva il venerdì: l’ultimo giorno utile per comunicare il rinnovo.

Il telefono non squilla più, ma in compenso la giunta comunale si riunisce e discute dalla tanto attesa questione del rinnovo della convenzione alla Proloco.

La seduta è veloce: i consiglieri, determinati, non hanno dubbi e la deliberazione viene presa con una spietatezza quasi meccanica.

La convenzione non si rinnova, il Centro Socio Culturale serve al Comune.

È finita. La Proloco se vuole la sede se la troverà da un’altra parte.

Sulle facce increduli degli iscritti si dipinge un’espressione di sdegno misto a stupore. “Non può essere vero!”, affermano alcuni.

Qualcun altro un po’ più avveduto ribatte sommessamente “Invece sì. Lo hanno fatto davvero!”.


Natale con i tuoi…

Dopo l’amarezza derivata dalla prima risposta, i rappresentanti della Proloco si rimboccano le maniche per trovare una soluzione. Sono giorni estenuanti: si ha poco tempo per salvare un’associazione storica del territorio dalle scellerate scelte della giunta comunale.

Nel frattempo, il consigliere Alex Borsci lavora diligentemente per intessere la sua rete di rapporti con alcune associazioni e, dopo alcuni giorni di preparativi, ecco che si parte con il primo evento organizzato dal Comune di Monteparano.

“Aspettando Santa Cecilia”, un evento a tema natalizio, con concomitante distribuzione di alimenti tipici (pettole) e corredato dalle festose manifestazioni musicali dell’ “Orchestra di Fiati di Santa Cecilia della città di Taranto”.

Straordinario.

Come sarà mai venuto in mente al nostro bel consigliere di organizzare un evento così caratteristico? Che audacia e perspicacia avrà mai avuto per trovare il modo di organizzare questa sublime combinazione?

Beh, tornate agli ultimi righi del terzo paragrafo: avrete un’illuminazione!

Gli iscritti della Proloco sono esterrefatti, per poco alcuni non cadono dalla sedia quando arriva la notizia.

- “Ma presidente, era il programma del nostro evento! Ce lo hanno sfilato da sotto al naso.”, afferma scandalizzata un’iscritta.

- “Avevano detto eventi organizzati dalle altre associazioni. Cazzo, questo lo ha organizzato il Comune”, incalza subito un altro per dare manforte alla prima.

Un ticchettio frenetico si accanisce sugli schermi dei cellulari degli iscritti e motivatamente si fiondano a verificare quali siano le associazioni che hanno aderito all’evento organizzato dal consigliere.

Afferrano la locandina. Due minuti per rileggerla per bene, ritornando indietro per scongiurare ogni equivoco.

Le uniche due associazioni che aderiscono all’evento sono la Polaroid Odv e l’E.R.A.V. (Emergenza Radio Amatori Volontari).

La prima è presieduta da un familiare di una consigliera di maggioranza, la seconda è presieduta dal nipote di un consigliere di maggioranza.

Ed ecco che il trucco è svelato!

Quando ad un evento organizzato da un ente pubblico (pagato con denaro pubblico) partecipano solo le associazioni presiedute dai parenti degli amministratori che lo hanno organizzato si comprende che lo spettacolo è finito.

Sul palco dell’imparzialità cala il sipario, con tanto di applausi e lancio di rose, di urla di spettatori nostalgici che tuonano all’unisono “Bis, Bis, Bis…!”.

Il consigliere Borsci saluta con grazia, fa un inchino e con un cenno della mano afferma che non ci sarà una riapertura del sipario: l’imparzialità è uno spettacolo irripetibile, sei fortunato se lo vedi almeno una volta nella vita, altrimenti sei costretto a fartelo raccontare.

Ormai il consigliere si arrende al pubblico ludibrio, mantenendo un regale portamento disinteressato.

Il dattilografo si avvicina all’orecchio del consigliere per sussurrargli qualcosa:

- “ Ma adesso la popolazione non sarà arrabbiata?”.

Il consigliere con sguardo sornione gli sorride e gli risponde facendo spallucce:

- “Ma dai, lo sanno anche loro. Natale con i tuoi… Capodanno… per Capodanno poi ci organizziamo…”


Una piccola analisi personale

Al termine del nostro racconto mi riservo di esplicitare una sintetica analisi politica sull’operato del consigliere Borsci, rivolgendo (nell’ultimo paragrafo) un appello alla popolazione ed a tutti i lettori che avranno avuto la pazienza di seguirci fino ad ora.

La scelta di non convocare durante l’attività esplorativa l’associazione ALT è risultato di un’attenta analisi sociologica del nostro paese e del rispettivo scenario politico che dagli ultimi mesi ad oggi è andato delineandosi.

Nel nostro Comune non ci sono correnti politiche stabili, anzi potremmo addirittura azzardare a dire che l’instabilità politica regna sovrana. Ogni cinque anni si presentano, come flebili fiammelle di partecipazione, liste civiche estemporanee, messe su un po’ come viene – risultato di accordi politici e programmi raffazzonati. Liste civiche in cui campeggiano sempre gli stessi candidati, essi rappresentano quella che definisco la quota fissa della politica comunale; accompagnati, però, ogni cinque anni da altri, pescati come conigli dal cappello popolare (la così detta società civile), questi rappresentano la quota variabile: non hanno mai ricoperto incarichi amministrativi, non sono criticabili e né tantomeno attaccabili, hanno l’ambizione di una carriera politica diversa, fatta di una strategia politica diversa, sono dunque le perenni nuove leve.

Essi sono la carne fresca di cui una politica poltronistica e sanguisuga si ciba quotidianamente.

Il prodotto di questo scenario è palese agli occhi di tutti: nel corso del tempo alcuni politicanti (non li definisco politici, per l’immenso rispetto che ho per questo genere di mestiere) consolidano un portafoglio di voti non troppo considerevole, ma abbastanza sicuro. Sono i “potentati elettorali” delle grandi famiglie, degli amici di una vita o degli eternamente privilegiati, che durante l’attività amministrativa dei politicanti hanno ottenuto sempre un trattamento di riguardo e quindi eternamente riconoscenti. Lo si arguisce quando candidati che hanno parlato per 38 secondi durante i comizi (ed è un dato reale, non enfatizzato!), riuscendo maldestramente a terminare una frase compiuta, ottengono un suffragio di 98 voti – il 6,5 % dei voti per intenderci.

La questione meridionale che colpisce la nostra terra da oltre un secolo è fomentata da uno scenario politico di questo tipo: senza programmi, senza idee, riservato agli eterni politicanti e poco aperto al mondo dei giovani. Quindi, facile produttore della disillusione giovanile nei confronti della politica, del populismo e della disgregazione economica del nostro paese.

Il progetto dell’associazione ALT è proprio quello di rimediare all’instabilità politica e sociale del nostro paese, consolidando una linea di indirizzo politico fatta di competenza, di idee ed aperta al dialogo con la popolazione. Una politica che non si vergogna di esser tale, ma che orgogliosamente ritorna nelle piazze per svolgere un servizio utile alla cittadinanza, invitando i politici del domani (non i politicanti di ieri) a camminare congiuntamente in un percorso comune.

L’associazione ALT rappresenta l’alternativa liberale e nonviolenta alla politica attuale.

Ovviamente rappresenta anche un ostacolo per chi lo status quo vuole mantenerlo, per chi la situazione preferirebbe che rimanesse così com’è, nonostante gli innumerevoli incitamenti ad un Mondo nuovo. Il lettore potrà quindi facilmente comprendere perché l’associazione ALT è stata esclusa dalle interlocuzioni: è un potenziale pericolo, quindi va arginato.

E quale miglior argine potrebbe mai costituirsi per il mondo associazionistico? Chiaramente l’esclusione dagli eventi e dalle manifestazioni, la lapalissiana delegittimazione politica e sociale: un oscurantismo quasi sovietico, che impone di non portare l’avversario a parlare in pubblico. La linea di indirizzo assunta dalle attività del consigliere Alex Borsci fino ad oggi rendono chiaro il suo mandato: egli non è il consigliere delegato ai rapporti con le associazioni, ma il delegato alla dissociazione.

Un chiaro istinto di preservazione che il sistema adotta per arginare il cambiamento, ma questa volta non ci riusciranno: perché non molliamo!.

Proseguendo. La scelta di non rinnovare la convenzione con la Proloco di Monteparano e soffiare sotto il naso gli eventi per farli svolgere alle “associazioni parentali” più vicine politicamente è la chiara risultante del problema di cui trattavamo precedentemente: arginare il dissenso per coltivare il consenso.

Peccato che in uno Stato democratico e fondato sul diritto, questo non dovrebbero farlo le istituzioni. Troppe sono state le retoriche affermazioni di imparzialità, del tipo “sarò il consigliere di tutti!”, “sarò la sindaca di tutti, anche di chi non mi ha votato”, per scadere in questo atteggiamento vile e ostruzionismo da regime.

Mi auguro che il teatro dell’imparzialità e del buongoverno ritorni colmo di luci e di attori, non potendomi rassegnare finché avrò respiro ad una gestione amministrativa a trazione familiare e chiaramente illiberale.


Un appello accorato a tutta la popolazione

Concludo. Alla luce di quanto avvenuto nei quasi due mesi di amministrazione Carabotto, avverto la necessità di rivolgere un appello a tutta la popolazione.

Se ci dovessero essere altri parenti degli attuali amministratori non ancora iscritti ad alcuna associazione, per favore iscrivetevi all’associazione ALT, la tessera è gratis per tutto il periodo amministrativo.

Abbiamo vitale bisogno di dialogare con le istituzioni.

Visti i metodi, potrebbe essere l’unico strumento a disposizione.




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