Il Valore e l'Utilità Marginale

Abbiamo visto nell'articolo precedente la definizione di Bisogni e quella di Utilità, ora vediamo quello di valore e di utilità marginale.

Cos'è il valore?

Il valore è la quantità di denaro (o di merce in caso di baratto) alla quale un bene o un servizio può essere scambiato. Esso è determinato dall'incontro di due esigenze diverse “la Domanda” del bene o del servizio e “l'Offerta” dello stesso bene o servizio. In maniera generica ed al netto di maggiori approfondimenti, possiamo affermare che il valore di un determinato bene o servizio aumenta al crescere della domanda e diminuisce al crescere dell'offerta, quindi è direttamente proporzionale alla Domanda ed inversamente proporzionale all'offerta. Il valore di un bene o di un servizio deriva da alcuni fattori importanti, quali: l''utilità, la scarsità ed i fattori produttivi (compresi i costi del lavoro e dei beni, la remunerazione del capitale investito ed il profitto dell'investitore).

È interessante riportare come Adam Smith scisse il valore in “valore d'uso”, cioè 'utilità del bene o del servizio e “valore di scambio”, cioè il poter utilizzare il bene o servizio per acquistare o scambiarlo con altri beni. Questo breve preambolo ci porta conseguentemente all'importanza in ogni campo della nostra vita del concetto di “Utilità Marginale”.

Cos'è l'utilità marginale?

È l'utilità dell'ultima unità di un bene o di un servizio.

Perché in economia e nella vita quotidiana è così importante il concetto di utilità marginale?

Noi lo applichiamo tutti i giorni e le imprese o le pubbliche amministrazioni lo applicano in continuazione. Per comprenderne l'importanza, partiamo dal sistema produttivo e facciamo un esempio pratico ma pregnante.

Un imprenditore che si interfaccia con il mercato produce beni sufficienti a soddisfarne la domanda. Sempre semplificando il modello economico, se la domanda aumenta, l'imprenditore aumenterà la produzione fino a raggiungere il massimo della sua capacità produttiva. Se la domanda aumentasse ancora cosa succederebbe?

L'imprenditore potrebbe incrementare il proprio l'investimento reperendo i fondi necessari nella misura necessaria ad aumentare la produzione (capitale proprio o capitale di prestito). Ciò comporterebbe una variazione dei fattori produttivi. L’imprenditore, quindi, analizza i fattori produttivi e stabilisce l'utilità dalla produzione dell'ultima unità. Stabilendo l'utilità marginale del bene o servizio prodotto, l'imprenditore stabilirà il costo dell'incremento produttivo necessario alla produzione dell'ultimo bene e se ciò non dovesse essere sufficientemente remunerativo provvederà ad intervenire su altre “leve” economiche quali per esempio il prezzo.

Vediamo l'importanza dell'utilità marginale nel sistema famiglia.

Un'unità familiare stabilisce la famosa scala delle priorità assegnando una utilità maggiore ai bisogni primari, quindi se la capacità economica della famiglia ha un valore di “X” questo servirà a soddisfare prima i bisogni primari, poi tutti gli altri.

L'ultimo bisogno soddisfatto sarà l'utilità marginale.

Se la famiglia non riesce a soddisfare tutti i bisogni o intende soddisfarne degli altri oltre quelli già soddisfatti, il nucleo familiare si adopererà per cercare risorse per soddisfarli, ossia cercherà di aumentare la propria capacità economica. Se l’ottenimento dell’incremento del valore “X” comporterà un “costo” in termini di valore inferiore all'utilità marginale, il nucleo familiare aumenterà la capacità economica del nucleo, altrimenti desisterà.

Nella scelta dell'attribuzione del valore marginale all'ultima utilità influiscono vari fattori; si pensi per esempio ad un padre di famiglia che per aumentare la propria capacità economica è costretto a dover svolgere la propria attività in un luogo troppo distante della residenza del nucleo familiare con l'aggravio di costi che comporterebbe, oltre al disagio familiare.

E nel sistema della pubblica amministrazione che influenza ha “l'utilità marginale”?

Ponendo un assunto secondo il quale non esiste un'amministrazione in grado di soddisfare tutti i bisogni, gli amministratori sono obbligati ad effettuare delle scelte (le cosiddette scelte politiche) per soddisfare la sommatoria della scala di bisogni dell'intera collettività, con la conseguente percezione diversa da parte degli appartenenti alla comunità di soddisfazione dei propri bisogni.

Le scelte dipendono quindi dalla “percezione” che gli amministratori hanno dei bisogni della collettività. In genere, ogni amministrazione cerca di aumentare il “valore X”, ossia la propria capacità di offrire il soddisfacimento dei bisogni della collettività, con la ricerca di fonti di finanziamenti. L'utilità marginale sarà quella che determinerà le scelte degli amministratori (ovviamente oltre ad altri fattori, che per comodità di spiegazione evitiamo di citare).

Cioè si chiederanno, dopo aver esaurito il “valore X” nella gestione ordinaria, quale bene o servizio dovranno soddisfare per ottenere il massimo soddisfacimento della collettività con l'incremento di “valore X” reperito

Si comprende la difficoltà e la diversità nella determinazione del valore dell'utilità marginale di un bene o di un servizio che si intende introdurre in un sistema esistente.

58 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Il Gal Magna Grecia, su impulso fortemente voluto dal suo vicepresidente e imprenditore ceramico Oronzo Patronelli, con il sostegno e la partecipazione dell'amministrazione comunale guidata dal sindac

Siamo sicuri che il vero problema sia "trovare" nuove fonti di energia ? Non sarà che, da anni, pur sapendo benissimo quali potrebbero essere le nuove fonti di energia, trall'altro molto meno inquina