ROMANZO MUNICIPALE (PARTE I)



Una breve premessa

Negli scorsi giorni, grazie al lavoro certosino dell’Associazione ALT, abbiamo portato all’attenzione della popolazione alcuni degli inquietanti retroscena che si celano dietro la “questione autovelox” a Monteparano. Abbiamo analizzato tutti i documenti comunali (dal 2014 al 2021), e li abbiamo sottoposti all’attenzione di alcuni legali specializzati in diritto amministrativo. L’esito è stato scandaloso: ci sono così tante irregolarità da far impazzire un’intera caserma della Guardia di Finanza. E infatti, come è giusto che sia, tutto il materiale raccolto verrà depositato al Comando provinciale di Taranto nei prossimi giorni. Abbiamo sviluppato un dettagliatissimo resoconto cronologico (corredato dagli atti ufficiali disponibili in formato PDF) che potrà essere di aiuto al cittadino che vorrà sapere la verità. Tutto questo materiale, oltre che alle autorità competenti, verrà divulgato gratuitamente a tutta la popolazione, perché il popolo monteparanese possa finalmente sapere la verità su una questione tanto discussa. Dato che il materiale è davvero corposo, abbiamo deciso di dividerlo in più soluzioni, dando così a tutti il tempo e il modo di conoscere la faccenda. Ad ogni articolo pubblicato seguirà il resoconto cronologico degli eventi (corredato dagli atti ufficiali in formato PDF). Sarà utile al lettore per verificare che tutto ciò che viene scritto corrisponde al vero, e che a suffragio di questa verità ci sono i documenti firmati dai nostri amministratori.

Dopo questa breve premessa, occorre iniziare a dettagliare i fatti e gli eventi più importanti.

Abbiamo scelto per questa prima divulgazione di portare all’attenzione del lettore due eventi, verificatisi in due date fondamentali.


Alcune informazioni indispensabili

Prima di iniziare forniremo al lettore alcune informazioni indispensabili, senza le quali avrebbe difficoltà a capire gli eventi descritti di seguito.

Iniziamo.

La Giunta Comunale nel settembre del 2016 sostituisce i semafori con gli autovelox, sviluppando il mese dopo un contratto capestro con la società Italtraff (il contratto sarà fornito al lettore in formato PDF). La scadenza del contratto è fissata in data 31 dicembre 2017. Nel corso dei mesi successivi – cioè da ottobre 2016 a giugno 2017 – il Comune si adopera per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie all’installazione degli autovelox. Sicché le autorizzazioni arrivano solo il 27 luglio 2017. L’Italtraff è imbufalita, e inoltra una nota al Comune chiedendo di prorogare il contratto.

Saputo questo, possiamo iniziare la nostra descrizione.


Una proroga ad libitum

Il primo evento si verifica in una fredda mattinata del 29 novembre 2017. Il responsabile del Servizio Tecnico, l’architetto Nicola Antonante, proroga la scadenza del contratto con la società Italtraff di 453 giorni, annullando la scadenza che era prevista per il 31 dicembre 2017 – la scadenza era disposta dal bando di gara effettuato nel 2014. Così, la scadenza è prorogata al 20 ottobre 2018. In barba alla libera concorrenza e alle stringenti regole disposte dal Codice degli appalti. Quali motivazioni ha fornito per prorogare il contratto? Semplicemente che «non era stato previsto che le autorizzazioni sarebbero arrivate in un tempo così lungo». E perché «da accordi, la società avrebbe dovuto fornire i servizi (cioè attivare gli autovelox e gestire i verbali) dal 04 ottobre 2016 al 31 dicembre 2017». Ora, anche il più distratto dei lettori avrebbe due semplici domande da porre. La prima: se il 04 ottobre (giorno in cui è stato stipulato il contratto di assestamento e transazione) non erano ancora installati gli autovelox, e non erano state ancora richieste le autorizzazioni necessarie, come avrebbe potuto la società Italtraff iniziare a lavorare? La risposta è semplice: sapevano anche loro che non avrebbero mai potuto iniziare a lavorare, perché sarebbe stato necessario attendere l’autorizzazione dell’ANAS, e solo dopo installare gli autovelox. Ad ogni modo, vuoi per tempi burocratici, vuoi per tempi tecnici di montaggio, sapevano tutti (Comune e Italtraff) che non avrebbero potuto attuare immediatamente il contratto. Eppure questa è l’unica motivazione con cui l’architetto Nicola Antonante, in barba alla libera concorrenza e alle disposizioni vigenti, dispone la proroga del contratto. La seconda: le lungaggini burocratiche non dovrebbero rientrare nel rischio d’impresa, e quindi essere a carico dell’imprenditore? La risposta è parimenti chiara: il rischio d’impresa è sempre a carico dell’imprenditore, a meno che non lavori con il Comune di Monteparano. In quel caso, il rischio ricade sempre sui cittadini. Il risultato? La motivazione era palesemente insussistente, e il Comune ha deciso arbitrariamente di prorogare il contratto, facendo uno splendido regalo alla società Italtraff. [Come già scritto sopra, il lettore potrà controllare dai documenti allegati in PDF la veridicità di quanto affermato].


Verso la scadenza e oltre

La società Italtraff – come se non bastasse – continuò a lavorare con il Comune di Monteparano anche oltre la data stabilita (20 ottobre 2018) – e poi con una scatola cinese degli stessi proprietari fino ad oggi (2022). A testimoniarlo è un atto firmato dalla responsabile della Polizia Municipale, la dott.ssa Daniela Greco, e dall’amministratore unico della società, il sig. Roberto Scarcella. In questo con l’atto «di specificazione e chiarimento», sottoscritto il 27 maggio 2020, si autorizza la società Italtraff a riscuotere 6.800 multe (non pagate dagli automobilisti). Nonostante ci fosse una scadenza contrattuale (già prorogata una volta), la dott.ssa Greco decide bene di prorogarla ulteriormente. Ma la cosa ben più scandalosa è che il Comune conferisce procura all’avvocato convenzionato con la Italtraff per la difesa legale in caso di ricorso. Un incubo senza fine, praticamente. Le parole della sindaca Maristella Carabotto, pronunciate in un’intervista all’Edicola del Sud a seguito dello scandalo del business dei verbali, tuonano motivate adesso. «E che le devo dire? Abbiamo fatto lavorare gli avvocati», disse incalzata dalle domande del giornalista. Sì, gli avvocati della Italtraff.


In conclusione

Per adesso pensiamo possa bastare, non vorremmo tediare il lettore con troppe informazioni. Questi due eventi, uniti ai due eventi precedentemente divulgati, disvelano il complesso delle anomalie presenti dietro la questione autovelox. Anomalie così tanto scandalose da renderle parte di un vero e proprio romanzo municipale. I contenuti presenti in questo articolo verranno divulgati anche in formato cartaceo ogni domenica in Piazza Castello, dalle ore 10.00 alle ore 13.00. Infine, per i non vedenti, sarà possibile ascoltare il contenuto di questo articolo sulla piattaforma podcast dell’associazione ALT “La Vulgata”. Grazie a tutti i lettori e le lettrici per l’attenzione. Alla prossima divulgazione!

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